Pietro Mazzo: novanta anni e tante lezioni di vita

Pietro il Grande, il Presidentissimo. Comunque lo si voglia chiamare, Pietro Mazzo è l’uomo simbolo dell’Ussm (ora Ussmb). Dell’Unione è stato uno dei co fondatori e ne ha retto  le sorti per ventitré anni fino all’aprile di quattro anni fa. Oggi è il presidente onorario, il pater familias a cui molti si rivolgono per un consiglio (non solo sportivo) perché lui, dall’alto della sua esperienza,  sa trovare una soluzione ai problemi e soprattutto, dote assai rara, sa ascoltare. Pietro Mazzo è uno splendido novantenne, dotato di una verve incredibile. E’  nato a gennaio e ha dovuto subito fare i conti con il calendario. E quest’anno i novanta sono arrivati subito. Ma lui, vulcanico come sempre, non vi ha dato importanza. Ha continuato la sua solita vita, ha onorato i suoi impegni e da gran signore qual è si è preso un impegno con le persone che in tanti anni di Ussmb hanno lavorato con lui per promuovere i valori dello sport sano e pulito. Martedì sera, 11 febbraio, Pietro Mazzo ha festeggiato il suo genetliaco allo Sporting Club insieme ai suoi collaboratori: il presidente  Fabrizio Ciceri, i consiglieri, i giornalisti che trasmettono “al mondo” le notizie dell’Unione. Gradito ospite l’assessore allo sport del Comune di Monza Andrea Arbizzoni. È stata una serata piacevole, densa di ricordi e di lezioni di vita che hanno fatto emozionare e commuovere. Da brividi le parole con cui Mazzo ha rivolto il suo primo saluto ai presenti. Si è rivisto ragazzino dodicenne che tornava a casa in tram a Milano dopo una partita di calcio. “Suonano le sirene che preannunciano un bombardamento. Il tram si ferma e la gente corre verso il rifugio più vicino. Io non so perché vado dalla parte opposta e mi rifugio in uno scantinato. Le bombe cadono a grappoli e fanno una carneficina. Il palazzo in cui si sono rifugiati gli altri passeggeri crolla, brucia. Quando esco sembra l’inferno: fuoco, cadaveri e io ragazzino sono sano e salvo. Quella è stata la mia seconda nascita, il momento in cui ho capito che esiste un destino, qualcosa di più grande sopra di noi. Ho avuto fortuna e la fortuna mi ha permesso di fare tante cose nel corso della mia vita e di essere qui con voi oggi a 90 anni”. Ad maiora, Pietro il Grande.