A diciotto anni dalla morte la città di Monza intitola ufficialmente una via a Luigi Kullmann

Una via per Luigi Kullmann, pioniere dello sport monzese. A dire la verità, la via esiste già e si trova a Monza nel quartiere Cantalupo ma l’intitolazione ufficiale avverrà alle 12 di venerdì 25 settembre, a diciotto anni esatti dalla sua scomparsa, alla presenza del sindaco Dario Allevi e dell’assessore allo sport Andrea Arbizzoni. Kullmann sarà il primo giocatore di hockey su pista a cui viene dedicata una via in Italia. “In Europa solo a Lisbona esistono due strade intitolate a campioni di hockey” ha spiegato la figlia Marika, dirigente della Federazione italiana sport rotellistici. Nato a Viganello, in Svizzera, nell’agosto del 1916  Kullmann si è trasferito a Monza nel 1920. La passione per le rotelle gli venne trasmessa dalla mamma Margherita Buhmann, pattinatrice tedesca. Fondatore nel 1933 insieme a Mario Massironi, Massimo Colombo e ad altri giovani monzesi dell’ l’Hockey Club Monza e nel 1947 dello Skating Club Monza, Kullmann nel 1934 ha disputato il primo campionato di hockey a Roma e due anni dopo con la maglia della nazionale italiana il campionato del mondo di Stoccarda battendo, sotto gli occhi di Adolf Hitler, la squadra tedesca. In nazionale ha preso parte a settanta incontri segnando ben settantasette reti. Memorabile il suo modo di tirare, detto “tiro alla Kullmann”, che con una finta riusciva il più delle volte a depositare il dischetto nella rete avversaria. Ufficiale di Fanteria è stato al seguito del nostro esercito nel 1942 nella campagna di Albania, ricevendo la croce al Merito di Guerra. Il conflitto mondiale non arrestò i suoi studi universitari tanto che conseguì la laurea in Giurisprudenza all’Università degli studi di Milano. Kullmann si è sempre distinto come un uomo di grandi valori nella vita e nello sport. La sua caratura e il suo profondo rispetto per gli avversari lo hanno portato a stringere amicizie con importanti personaggi dello sport mondiale. In particolare, grande  è stata l’amicizia che lo ha legato a Juan Antonio Samaranch, divenuto poi presidente del Cio. Nel 1946 Samaranch lo invitò a trasferirsi a Barcellona per aiutarlo a diffondere l’hockey a rotelle ma Kullmann rifiutò con garbo quello che sarebbe stato un lavoro a tutti gli effetti motivando che la sua vita era in Brianza. L’anno successivo sposò Elsa Beretta, pattinatrice e sorella del maestro Franco Beretta con i quali fondò lo Skating Club, società che ha presieduto dal 1961 al 2002. La carriera agonistica di Kullmann si è conclusa a Savona nel 1955 ma non la sua attività in favore dello sport. Nel suo tempo libero dal lavoro di dirigente d’azienda si prodigò sempre per diffondere lo sport rotellistico. Tanti i riconoscimenti che gli sono stati attribuiti negli anni: nel 1957 ricevette la medaglia d’oro della Confindustria, nel 1961 il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana. Nel 1969 fu tra i primi soci del Panathlon Club Monza e nel 1976 fu tra i pionieri dell’Ussm. Nel 1981 gli fu consegnata la medaglia d’Oro degli Azzurri d’Italia e la nomina a  Maestro del Lavoro. Nel 1986 è stato insignito del Diploma d’onore come benemerito del lavoro della provincia di Milano diventando anche Presidente degli Ufficiali in Congedo di Monza e Brianza, carica che ha mantenuto  fino al 1997. Nel 1987 il comune di Monza gli ha consegnato la benemerenza civica: il Giovannino d’oro. L’anno seguente il presidente della Repubblica Francesco Cossiga lo invitò  al Quirinale per appuntargli sul petto la Stella d’Oro del CONI per meriti sportivi. Nel 1991 è stato insignito del titolo di Cavaliere Ufficiale della Repubblica e premiato con l’Insegna d’Oro dell’Unione Società Sportive Monzesi. Dal 1994 al 1997 è  stato Presidente del Panathlon Monza e Brianza, mentre nel ‘95 è stato promosso Maggiore dell’Esercito Italiano a titolo onorifico.  L’appassionante storia umana e sportiva di  Kullmann, è contenuta nel libro “Hockey pista un grande romanzo”  uscito nel 2018.