Vittorio Brambilla, il mago della pioggia: un libro per ricordare il pilota monzese

Era l’estate del 1975, una domenica piovosa di metà agosto. Sul circuito di Zeltweg Osterreichring, in Austria, si corre il Gran Premio di Austria di Formula 1. Il pubblico attende il successo dell’idolo di casa Niki Lauda al quale manca solo un punto per diventare campione del mondo. Ma la pioggia, anzi il diluvio, ci mette lo zampino: la partenza viene rinviata. I piloti sono ansiosi e preoccupati. Poche ore prima, nelle prove libere del mattino, il pilota statunitense Mark Donohue era uscito fuori strada per lo scoppio di una gomma della sua vettura. Viene estratto dall’abitacolo privo di conoscenza e le sue condizioni appaiono gravissime. Morirà dopo sei giorni all’ospedale di Graz. La gara prende il via sotto una pioggia battente. Lauda si insedia al comando, dietro di lui scalpitano Hunt e Depailler. Ma il bello avviene ancora più indietro. Vittorio Brambilla da Monza, sesto, al primo giro sta compiendo una rimonta incredibile. La sua March sembra incurante della pioggia e viaggia, soprattutto in curva, più veloce rispetto alle monoposto dei suoi avversari. Attacca i suoi avversari e li supera. Sorpassa Lauda, che nel frattempo ha lasciato la testa a Hunt, e poi lo stesso pilota britannico. Brambilla vince la corsa scrivendo una delle pagine più belle dell’automobilismo italiano. La sua gioia è incontenibile: la sua March va a sbattere contro le barriere e incrina il musetto arancione. “Vittorio Brambilla, il mago della pioggia” di Walter Consonni ed Enzo Mauri  è il libro che racconta la vita del generoso pilota monzese scomparso nel 2001 nel giardino della sua casa in Brianza.  Un volume (Giorgio Nada Editore, 312 pagine) di ricordi e di fotografie, un omaggio a un pilota che non mollava mai, in macchina e nella vita, a un uomo che per essere felice doveva stare tra macchine e motori. Il libro è stato presentato mercoledì scorso in autodromo. In sala c’era Tino, il fratello maggiore di Vittorio, che con lui ha condiviso tanti momenti in pista e soprattutto nell’officina di casa. E tanta gente che non ha mai dimenticato il grande Vittorio Brambilla.